Problematiche dell'omo moderno

...dell'INSOSTITUIBILE blogghe
Cliccate, anzi, pigiate numerosi sulla foto per informazioni sull'iniziativa!!!!!
A tanti mesi di distanza dall'ultimo post, alle 4 e mezza di notte,dopo una festa di Natale, in una macchina riscaldatissima per combattere i -4 della notte toscana, si ragionava di linearità col compare Bombardoski...
della linearità di alcuni, diversi, beh tanti nostri amici che col minimo sforzo hanno raggiunto e attraversato tutte le tappe della vita dell'uomo medio fatte di studio, laurea, buon lavoro,trovare una brava ragazza del posto, alcuni matrimonio, vita regolare, tutta precisa e incasellata, ribadisco minimo sforzo e massimo risultato...
si ragionava del fatto che viviamo in un ambiente bizzarro in cui quasi nessuno pensa di essere destinato a fare l'impiegato, il bancario, il commesso, l'operaio, ad avere una vita normale una vita di quelle che iniziano a 19 o vent'anni e così continuano felicemente e in equilibrio fino ai sessanta e ad una meritata pensione, facendo un lavoro in cui alle cinque del pomeriggio posi tutto ciò che hai in mano e fino alle otto del giorno dopo non ci pensi, in cui i fine settimana durano dalle cinque del venerdì alle otto del lunedì mattina successivo...
Si pensava a tutte queste cose,al fatto di stare ancora a 29 anni a menarci il torrone, a studiare ancora, lavorando così, saltuariamente in un mondo di "precariato"(salvando il termine giornalistico sputtanato) che tanti nostri amici del paese, della realtà molto piccola dove stiamo ignorano completamente, al fatto di ad essere finalmente felicemente in coppia, con in mezzo, però, un paio di cento chilometri e una vita sui pullman,si pensava al fatto che il problema ora come ora non sarebbe solo chiedere un mutuo e sentirselo rifiutare (penso che il direttore di banca darebbe la giornata libera a tutti i dipendenti solo per farli venire a prenderci per il culo), sarebbe un dramma se ce lo dessero e lo dovessimo pagare tutti i mesi...
A tutto questo si pensava, a quanto la linearità della vita ci sia così lontana, a come tanti abbiano fatto scelte semplici che li hanno portati a soluzioni semplici, non a come sia meglio o peggio la nostra situazione, solo a com'è diversa...
a come ad alcuni amici alla fine dei conti è tornato tutto, come si diceva delle equazioni -a loro è tornato com'è sul libro-...a noi invece non è mai tornato niente come sul libro...e neanche le equazioni.
E' bello essere a casa, tornati da un'isola molto, molto, molto lontana
(prego notare i famosi 3 molto).
Un'isola fatta di azzurro, di cielo, sole, campi di grano, corvi enormi e
neri e mare, un mare amico e tenero che ti rinfresca e coccola dopo il
sudore e la fatica, che ti lascia sulla pelle un sale buono, cristalli che
ti si formano addosso dolcemente, senza la drammaticità del sudore
che un sole implacabile ti cuoce addosso e ti fa bianchi il collo, la faccia e le braccia in un misto di terra e sale.
Ed è bello anche scoprire che si può lavorare dodico o tredici ore al giorno, dormirne tre o quattro torturati dal caldo e dall'umidità che fin dalla mattina alle cinque ti appiccica addosso i vestiti eppure essere felici, fisicamente stressati ma felici di riportare a casa un lavoro ben fatto.
Strano accorgersi che ogni alba sarebbe lì per te, per essere ammirata, tutti i giorni, ogni giorno diversa, pochi minuti di differenza e ogni giorno un diverso balletto del sole su e giù per le creste dei colli, nei riflessi della laguna, nel crescendo della sua salita.

E finalmente qualcuno si ricorda del concorso a premi (o pigia)...
Interviene GIORGIA con una strabiliante lapide Veronese...
esplicito il testo perchè difficilmente leggibile:
In questa casa
nacque il 27 febbraio 1707
ANTONIO TIRABOSCO
cantore dell'uccellagione
i cacciatori veronesi...
Uccellagione?...TIRA...BOSCO?....Mah!!!

Sciacquato da una pioggia torrenziale alterno letture svogliate di articoli sul commercio romano tra Spagna e Marocco e occhiate trasversali al calendario...tra pochi giorni la partenza.
Lemnos, Egeo del nord, Grecia.
Tre velocissime settimane che mi entusiasmano ma che mi risucchiano di nuovo da casa, dai doveri quotidiani, dall'amore, in un turbine di valige sfatte e rifatte e tenute pronte e in verità...sono molto stanco.
Appena 18 giorni a casa e di nuovo via. A qualcuno sembreranno tanto, sembrerò fortunato, ok, lo pensi pure, non ho intenzione di mettermi a snocciolare i motivi che forse mi lasciano fortunato ma passabilmente incasinato. Pensare che un amico mi diceva che ero troppo "statico"...adesso se non altro ha smesso di dirmelo.
Penso che quest'anno succederà una cosa nuova, farò il compleanno in viaggio,presumibilmente in traghetto, non so ancora se tra l'isola e la Grecia o tra la Grecia e l'Italia.
Per scacciare la malinconia che mi riporta la testa nella città eterna, dove c'è la persona con cui più di tutti vorrei festeggiare, comincio a fantasticare e mi vedo già proiettato in una festa di compleanno a cena col capitano della nave, nel salone delle feste, in stile love boat con coriandoli e stelle filanti e la palla a specchi che pende dal soffitto e che riflette migliaia di scintille e donne in abito da sera con permanenti anni '80 come le Charlie's Angels che ballano al suono di musica insulsa tipo I just called to say I love you di Stewie Wonder suonata da un'orchestrina in giacche enormi con paillets azzurre e nella penombra dell'enorme salone una torta millefoglie che si avvicina, portata da un sorridente cameriere e la musica che sfuma e l'orchestra che intona "perchè è un bravo ragazzo", all'americana e il soffio che spegne la perfetta candelina e il secondo di buio totale prima dell'applauso...
...si, probabile...in passaggio ponte sulle navi Anek...
Un bacio a tutti, mi piace scrivere e postare qua, anche se non lo faccio spesso.